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Serenissima Ristorazione e il cibo ai tempi del coronavirus, una nuova comfort-zone?

Nuovo appuntamento con le pillole di Psicologia di Serenissima Ristorazione, in cui vengono illustrati i consigli della Dott.ssa Annunziata Lettiero nei differenti ambiti collegati alla situazione sanitaria di queste settimane. Oggi parliamo della complicata ricerca di un equilibrio nell’alimentazione, affinché il cibo non si trasformi in una comfort-zone troppo dannosa. Infatti, nei momenti caratterizzati da forte stress, ansia o altri stati emotivi disturbanti, ognuno ha degli alimenti preferiti: ciò succede perché il cibo non è mai solo nutrimento, bensì anche “cura”, e in questo senso quello che viviamo nei primi anni di vita al momento del pasto, quando veniamo presi in braccio, coccolati, tranquillizzati e allo stesso tempo nutriti, rappresenta nelle parole della Dott.ssa Lettiero “un’esperienza di conforto e regolazione psicofisica fondamentale per lo sviluppo successivo”.

Nell’età adulta poi, in frangenti difficili come quelli descritti sopra, una parte di noi cerca quindi di ritornare a quel conforto affettivo primario per mezzo di un’esperienza sensoriale e alimentare soddisfacente. In queste settimane di divieto totale di attività fisica nelle palestre o nei parchi, mangiare rischia di essere la valvola di sfogo apparentemente più semplice ed efficace, con la conseguenza però di dover fare poi i conti, dopo un momentaneo stato di benessere, con sensi di colpa, tristezza e sentimenti di auto-svalutazione, che potrebbero infine degenerare in un pericoloso circolo vizioso. La Dott.ssa Lettiero consiglia dunque, per evitare che il periodo di quarantena si trasformi in una “trappola alimentare” per noi e la nostra famiglia, di fare attenzione a 4 semplici regole:

  • Non acquistare troppi cibi ipercalorici;
  • Suddividere l’apporto calorico totale in 5 piccoli pasti nel corso dell’intera giornata;
  • Incanalare l’energia in esercizi manuali, come ad esempio pulire casa, fare manutenzione del giardino, ecc.;
  • Continuare, nei limiti del consentito, a praticare attività fisica, responsabile dell’aumento nella produzione di endorfine e, quindi, del buon umore.

Dott.ssa Annunziata Lettiero
Annunziata.lettiero@gmail.com
349.3358881